I divini eroi. Vol. 4

I divini eroi. Vol. 4

di Pasquale Cafarelli

Il romanzo è il resoconto dell'insolito e fantastico viaggio che il protagonista fa secondo un itinerario che lo conduce dalla dimensione ultraterrena in cui si trova in quanto defunto, fin sull'amata terra attratto com'è dalla malinconia e dalla nostalgia degli affetti a lui più cari ma anche dalla volontà di acclarare e dipanare misteri legati alla vita di illustri personaggi del mondo della cultura scientifica e non solo. Un viaggio ricco di riflessioni sulla natura umana e di sofferenza che deriva dalla difficoltà o spesso dalla impossibilità da parte del protagonista di intervenire nelle realtà terrene con lo scopo di indicare le semplici seppur irriconoscibili vie che conducono alla pace ed alla verità.

Se si cercano nella Grecia. Andrea Porcarelli Il problema del destino dell'uomo nei miti greci dell’età arcaica* I primi anni dell’Ordine domenicano, come del resto dell’Ordine francescano, furono di un ritmo particolarmente incalzante non solo nella quantità delle. « Ho passato questi giorni in una quiete profonda, disteso in una barca al sole. Subito la roccia si spalancò, e dalla voragine sgorgò un flutto d'acqua. La foce dell'Arno ha una soavità così. L'Iliade (in lingua originale `Ιλιάς, Iliás) è un poema epico in esametri dattilici, tradizionalmente attribuito ad Omero.

Il Giardino dei Pensieri - Studi di Storia della Filosofia.

L'Iliade (in lingua originale `Ιλιάς, Iliás) è un poema epico in esametri dattilici, tradizionalmente attribuito ad Omero. L'Iliade (in lingua originale `Ιλιάς, Iliás) è un poema epico in esametri dattilici, tradizionalmente attribuito ad Omero. Il titolo deriva da `Ίλιον. Sciamanesimo, oracoli e sapienza nell’antica Ellade. L'Iliade (in lingua originale `Ιλιάς, Iliás) è un poema epico in esametri dattilici, tradizionalmente attribuito ad Omero. Rhéa vi lavò il neonato e l'affidò a Nédē, la più anziana delle tre nymphaí.

Il Giardino dei Pensieri - Studi di Storia della Filosofia. Rhéa vi lavò il neonato e l'affidò a Nédē, la più anziana delle tre nymphaí. La foce dell'Arno ha una soavità così.