Tornare al mondo. Resurrezioni, rinascite e doppi nella cultura antica

Tornare al mondo. Resurrezioni, rinascite e doppi nella cultura antica

di Stefania Rocchetta

Una volta morti, fa dire Eschilo ad Apollo, "non c'è più modo di risorgere. Contro di questo non ha creato incantesimi mio padre", cioè Zeus. Eppure dalle testimonianze antiche affiora la possibilità che una persona o un'anima facciano di nuovo la loro comparsa nel mondo: si tratti di una tappa del percorso nel lungo cammino della metempsicosi, come ritenevano i pitagorici, o del baluginare intermittente di una vita già vissuta, scandito dalle rigide leggi del divenire cosmico, nella dottrina stoica, o del destino di un eroe come Protesilao in grado di imporre ripetutamente la propria presenza, o, ancora, del mito platonico degli uomini che nascono vecchi per morire bambini e rinascere, o dell'umanità che si ricostituisce dopo il diluvio. Tra mito e filosofia, questo studio fa affiorare un tema ricorrente eppure malnoto della cultura antica.

In seguito la credenza nella reincarnazione riemerse nelle eresie dei Catari e degli Albigesi, diffuse nella Linguadoca, e quindi nei pensatori cristiani rinascimentali. In seguito la credenza nella reincarnazione riemerse nelle eresie dei Catari e degli Albigesi, diffuse nella Linguadoca, e quindi nei pensatori cristiani rinascimentali. In seguito la credenza nella reincarnazione riemerse nelle eresie dei Catari e degli Albigesi, diffuse nella Linguadoca, e quindi nei pensatori cristiani rinascimentali. In seguito la credenza nella reincarnazione riemerse nelle eresie dei Catari e degli Albigesi, diffuse nella Linguadoca, e quindi nei pensatori cristiani rinascimentali.